Vaccini e meningite: l’importanza della prevenzione

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Lo scorso 20 ottobre sono stata a Roma per partecipare all’evento: “Mamme contro la Meningite”.

Ho ricevuto davvero tante informazioni in merito alla malattia. Il Dott. Piercarlo Salari ha illustrato molto chiaramente, a tutti i presenti, di cosa si tratta.

La meningite è un’infiammazione delle membrane che ricoprono il cervello e il midollo spinale, che può essere causata da virus o batteri.

Le forme virali sono solitamente più lievi e, nella maggioranza dei casi, non necessitano di trattamento. Al contrario delle forme di origine batterica che, in genere, sono davvero molto gravi e possono portare a deficit neurologici e addirittura al decesso in poche ore.

Esistono ben 13 diversi tipi di meningococco ma soltanto 5 causano la meningite ed altre patologie importanti. Mi riferisco ai meningococchi A, B, C, W135 e Y.

Oggi però abbiamo in mano degli strumenti di prevenzione essenziale contro questi ultimi: i vaccini.

Il Dott. Salari ha anche tenuto a specificare che in Italia non c’è un allarme sociale rispetto a questa malattia ma occorre consapevolezza: tutti siamo a rischio di contagio. Questa infezione si trasmette per via aerea in seguito ad un contatto ravvicinato, di circa 40cm, con un portatore sano.

Di portatori sani, se ne contano almeno 1 o 2 ogni 100 persone. La mia impressione è che siano tantissimi.

L’evidenza scientifica parla chiaro: maggiori sono le persone vaccinate, tanto minore è la probabilità che si creino dei focolai epidemici. Il Dott. Salari tiene a specificare che i vaccini contro la meningite sono molto importanti.

Fare prevenzione significa informarsi, valutare con il pediatra lo stato di salute dei propri figli e vaccinare consapevolmente.

A questo proposito voglio riportarvi il toccante intervento di Amelia Vitiello, Presidente del Comitato Nazionale Liberi dalla Meningite:

una mamma che, quando è nata la sua prima figlia, pensava che tutto sarebbe andato nel migliore dei modi finché la sua piccola Alessia fosse rimasta sotto la sua amorevole protezione.

Un po’ quello che ho provato anche io non appena sono diventata mamma.

Di seguito alcuni stralci del suo intervento.

Da 11 anni, purtroppo, non ho più la possibilità di abbracciare mia figlia, di coccolarla, vederla crescere, vederla cadere, di vederla sbagliare. Di rimproverarla perché non ha fatto i compiti o di premiarla perché ha portato un bel voto a casa.

E questo perché qualcosa che non ho potuto fermare, la meningite, me l’ha portata via.

Statisticamente si dice accada in 12-24 ore. A me ne sono bastate 10 e non c’era più.

11 anni fa purtroppo non era possibile preservare Alessia, mia figlia, dalla meningite contro il meningococco B. Che è quella che l’ha colpita. Anche se era vaccinata per tutto ciò che allora era disponibile.

Oggi voi, mamme e papà, avete la possibilità che io non ho avuto: di proteggere i vostri figli da questa patologia ma anche dalle altre. Siamo qui per parlare di meningite ma è importante ricordare che tutti i vaccini hanno un ruolo fondamentale.

Ho avuto il piacere di presentarmi ad Amelia e di scambiare quattro chiacchere con lei prima dell’inizio dell’evento. Sentirla raccontare la sua tragica esperienza mi ha lasciata completamente esterrefatta.

(…) La meningite è una malattia subdola.

Alle 20:00 mia figlia stava bene, non aveva nulla. Qualche minuto dopo ha iniziato ad avere 37 e mezzo di alterazione.

Dopo cena ci insegnano che a volte, anche in fase di digestione, la temperatura si alza. E quindi io ero serena. Lei non aveva nessun altro fastidio.

Da lì in poi è stato un susseguirsi incontrollabile ed inenarrabile di eventi. Prima ha iniziato ad avere la febbre sempre più alta: alle 11:00 di sera mi sembrava assurdo andare in pronto soccorso perché aveva 38 di febbre.

È normale, mi dicevo. Ad ottobre iniziano le prime influenze.

Poi la febbre si è alzata sempre di più e non scendeva, nonostante la tachipirina. Non c’era verso di farla scendere.

E Lei ha iniziato a manifestare, solo nelle prime ore del mattino, quelli che sono i sintomi più tipici e specifici della meningite e della sepsi dopo.

Ma all’epoca io, ingenuamente, non mi allarmai perché questi sintomi si confondono con quelli di una normale influenza. Per cui, per me, era febbre. Solo febbre.

Dovevo rasserenarmi: la mattina avrei chiamato il pediatra e tutto sarebbe andato per il meglio.

Invece alla mattina, alle 8:00, Alessia non c’era più.

Le sue parole mi sono arrivate dritte allo stomaco e ancora oggi, a distanza di settimane, faccio fatica ad accettarle. Lo ammetto. Non voglio nemmeno immaginare cosa voglia dire perdere il proprio figlio.

So solo che se questa donna ha deciso di condividere e rivivere questa dolorosissima esperienza, raccontando a più persone possibili quello che le è accaduto, lo sta facendo per evitare che ad altri genitori possa accadere lo stesso. Lo fa per sensibilizzare, informare e cercare di dare un senso alla tragedia che le ha sconvolto la vita.

(…) Arrivai in pronto soccorso alle 6:00 del mattino. Il medico si rese conto subito che la situazione era gravissima. Lì me ne resi conto ormai anche io perché Lei non rispondeva più agli stimoli.

Ormai, nonostante gli interventi immediati con l’antibiotico e con tutto ciò che era necessario e possibile fare, era troppo tardi. La malattia aveva fatto il suo corso in talmente poco tempo che non era più possibile fare nulla.

Quanto è difficile essere genitore.

Quante volte, in una giornata, prendiamo delle decisioni per il bene dei nostri figli?

Continuamente: per quanto mi riguarda, l’impressione di avere tutto sotto controllo mi rende più serena.

Eppure, se penso alle parole di Amelia, mi rendo conto di quanto sfugge realmente alla mia capacità di protezione. È per questo che ritengo sia essenziale informarsi sugli strumenti che abbiamo a disposizione per prevenire l’irreparabile: consultando il pediatra ed il centro vaccinale di fiducia, e pretendendo tutte le risposte di cui abbiamo bisogno. Chiedendo più e più volte, se necessario.

Solo il medico può sciogliere i nostri dubbi. Non il dott. Google, l’amica o la vicina di casa, mi raccomando!

Ora che prevenire è possibile, è importante fare la scelta giusta.

Post in collaborazione con Educom

 

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