Un giorno nel mondo Orogel

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La Romagna è una di quelle terre dove si mescolano, come in un profumatissimo minestrone: sorrisi, ospitalità, passione per il lavoro e gusto per la buona tavola.

Io ho la fortuna di esserci nata e di esser cresciuta nella sua campagna, all’ombra dei vigneti di Sangiovese e mangiando piadina fatta in casa.

Sono stata educata ai sapori della terra, a raccoglier frutta e verdura, a cucinarle. Insomma l’ABC della zdora (se non conoscete questa parola meglio che rimediate subito prenotando una bella vacanza dalle nostre parti).

Ecco perché ero tanto curiosa di visitare Orogel, azienda del Cesenate, e fiore all’occhiello del Made in Italy per quanto riguarda la produzione, vendita e distribuzione di vegetali freschi surgelati.

Chi non conosce la bontà dei loro prodotti? Io non conto più le volte che mi hanno risolto pranzo o cena. E mi son chiesta spesso il perché i loro surgelati fossero così buoni rispetto ad altre marche.

Visitando l’Azienda Agricola Minzoni, che ha sede nelle campagne del Ravennate e che attualmente conta un’estensione di 122 ettari (non so se avete idea di quanto sia grande un appezzamento di terreno così: mettete insieme 122 campi da calcio con le relative tribune e cercate di non rimanere a bocca aperta se ci riuscite), ho avuto la risposta che cercavo.

È il processo produttivo che fa la differenza: un completo controllo della filiera corta.

Orogel è un’impresa di soci agricoltori italiani.

Ogni azienda agricola, socia del Gruppo Orogel, seleziona le migliori sementi allo scopo di assicurare un prodotto di grande qualità.

Ogni ortaggio viene seminato solo nel terreno di coltivazione più idoneo alla sua crescita.

Ogni coltura segue il ritmo imposto dalla natura: nasce, cresce e matura nella sua stagione.

La produzione è integrata e biologica perciò viene rispettato il suolo e monitorato, con grande accuratezza, l’utilizzo dell’acqua.

A tal fine, ad esempio, nell’Azienda Agricola Minzoni vengono utilizzate sonde e addirittura foto scattate da satellite (l’innovativo sistema Manna Irrigation).

Altro aspetto che fa la differenza è che Orogel ha le proprie sedi produttive vicino alle aree di coltivazione (in Romagna, Veneto e in Basilicata) per ridurre al minimo il tempo che intercorre tra la raccolta e la surgelazione. Pensate che ben l’80% di prodotto fresco arriva in stabilimento entro 2 ore dalla raccolta. È il caso di dire: raccolto, pulito e surgelato.

E noi continuiamo a considerare “freschi” solo i prodotti che troviamo all’ortofrutta del supermercato e che, magari, hanno anche una settimana di vita (e si vede, eccome se si vede…hai voglia a spruzzarci sopra l’acqua, hanno proprio una faccia triste).

Poi abbiamo la convinzione che le proprietà nutritive dei cibi, con la surgelazione, si deteriorino. Niente di più sbagliato.

In realtà questo accade con la nostra congelazione casalinga perché è un processo più lento che non permette di bloccare al 100% l’attività degli enzimi responsabili del deterioramento del prodotto.

Al contrario i prodotti surgelati conservano al meglio, fino alla data di scadenza, non solo le caratteristiche organolettiche e nutrizionali (vitamine, proteine, carboidrati, etc.), ma anche la struttura ed il sapore dei prodotti freschi, come appena raccolti: e questo perché raggiungono, in brevissimo tempo, la temperatura di -18°.

Se volete vedere coi vostri occhi la differenza fra un prodotto congelato e uno surgelato metteteli a confronto nello scongelamento: il prodotto che avete congelato nel freezer di casa lascerà nel piatto molto più liquido rispetto al secondo. Addio proprietà nutritive.

Un’altra cosa che ho scoperto visitando lo stabilimento produttivo Orogel di Cesena è che il passaggio precedente la surgelazione è la “scottatura” in acqua bollente o a vapore di tutti gli ortaggi: ecco perché il loro colore resta così brillante (altro che coloranti!).

E anche la conservazione così è più duratura: dai 12 ai 24 mesi, a seconda del prodotto (sulla confezione è sempre indicato entro quale data è consigliabile consumarlo, non la scadenza definitiva).

Eppure tutto questo non basta.

Possiamo gustare a pieno la grande qualità di questi prodotti, comodamente a casa nostra, solo se dalla produzione al banco vendita viene rispettata la catena del freddo.

Ecco perché, al momento dell’acquisto, dobbiamo:

  • controllare che i banchi freezer siano puliti, ordinati, privi di brina e, dove possibile, che abbiano una temperatura pari o inferiore ai -18°C;
  • evitare le confezioni di surgelati con la superficie brinata od umida (potrebbero aver subito importanti sbalzi di temperatura);
  • “tastare” le confezioni per accertarci che i prodotti all’interno non siano fortemente ammassati o compattati;
  • acquistare i surgelati a fine spesa e trasportarli a casa con una borsa termica, o in una busta separata dal resto della spesa, riponendoli nel nostro freezer entro 30 minuti dall’acquisto.

Tutti consigli di buon senso che fanno la differenza sul piatto e per la nostra salute.

Ci sarebbe molto altro da aggiungere ma tengo a sottolineare che ogni surgelato è sottoposto a severi e ricorrenti controlli prima di essere immesso sul mercato.

In Orogel ho avuto modo di vedere quanto questi incidono su tutta la filiera produttiva: sia sulla materia prima coltivata nei campi, alla preziosa attività degli operatori durante la produzione con l’utilizzo di macchinari all’avanguardia, fino ai laboratori analisi e al prodotto finito. La rintracciabilità e un completo controllo vengono garantiti a monte e a valle del sistema.

E la forza di questa azienda è il grande senso di responsabilità che ha nei confronti di chi decide, ogni giorno, di portare in tavola i loro prodotti.

La serietà, l’impegno e la passione delle persone di Orogel sono alla luce del sole. E ora sono certa crescano, di stagione in stagione, insieme alle loro verdure.

#orogel #ad #lameravigliadiognigiorno

 

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