È ora della pappa!
24 luglio 2018

Le giornate estive sono lunghissime così, quando arriva sera, capita che io e mio marito vogliamo solo parcheggiarci sul divano, ancora meglio se con un ghiacciolo o una bibita gelata in mano, davanti alla nostra bella TV OLED Panasonic.

Le regole sono poche e chiare:

  1. non si guardano cartoni;
  2. il film/la serie/il programma deve essere leggero e impegnare al massimo 1 neurone per poter essere seguito;
  3. si commenta tutto quello che si vuole e se uno di noi perde una battuta, l’altro la ripete. Oppure, se possibile, si manda indietro e si riascolta quel pezzetto in religioso silenzio. Salvo poi tornare al commento selvaggio.

Semplice.

Ovviamente tutto ciò è possibile solo se la nostra piccola sta già dormendo.

Altrimenti:

  1. si possono guardare solo cartoni;
  2. il cartone animato deve piacere a lei;
  3. mamma e papà devono stare zitti o rispondere in modo esauriente e tempestivo, quando interpellati, a domande a sorpresa su trama e personaggi.

Peggio che a scuola.

Dato che in questi ultimi giorni la piccola cena e poi si abbandona alle braccia di Morfeo (sempre sia lodato il centro estivo), io e mio marito ci ritroviamo miracolosamente da soli.

E allora parte il toto serata: Che guardiamo di bello?

E nonostante il tacito accordo ad osservare le nostre regole non scritte, chissà il perché, finiamo sempre per impegolarci in una serie tv straniera che ci tiene incollati per giorni allo schermo e parla di abusi, dipendenze varie e famiglie da Telefono Azzurro. Quello che mi frega è che una volta che le inizio a guardare voglio vedere come va a finire.

E questo è masochismo perché, una volta spenta la tv, penso a quanto orrore c’è nel mondo. Che se quella è finzione, là fuori c’è davvero qualche bimbo che vive all’inferno…e ciao sonno.

Se siete curiosi di conoscere il titolo della serie a cui mi riferisco, vi accontento subito: è Patrick Melrose. La trovate su Sky Atlantic. Noi l’abbiamo recuperata on demand. Poi non ditemi che non vi avevo avvertito (comunque il talento di Benedict Cumberbatch è indiscutibile).

Un’altra seratona è stata quella in cui mi sono lasciata convincere a seguire un documentario sulla dittatura di Kim Jong-un. Finita così: io con gli occhi sbarrati mentre mio marito, vicino a me, che se la dormiva della grossa. Ho imparato un sacco di cose. Terribili.

Ora sono ancora più consapevole della situazione in cui versa la Corea del Nord.

E del fatto che la prossima volta voglio guardare un film con Luca Argentero.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *