Mammology…ne fai parte anche tu?

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Queste informazioni sono confidenziali.

Quando una mattina mi sono svegliata per colpa di una nausea, nell’aprile del 2014, e non sapevo ancora di essere incinta, ho iniziato a scrivere mail alla mia ginecologa. Ovviamente, descritti tutti i sintomi (compresa la difficoltà di asciugarmi con qualsiasi asciugamano o accappatoio dopo la doccia nella zona del seno perché mi sembrava di usare della carta vetrata…nonostante il Coccolino ammorbidente), mi ha consigliato di fare un test di gravidanza. Dopo averne provati almeno tre, acquistati in farmacie di città diverse (così, per sicurezza), e in giorni diversi, il risultato è stato chiaro: ero incinta!

La visita della ginecologa ha confermato ufficialmente il tutto. Se da qualche settimana mi svegliavo vomitando era grazie a quel piccolo nuovo cuore che batteva dentro di me.

Da allora tutto è cambiato e sono entrata a far parte anche io, come tutte le altre mamme di questo pianeta, di Mammology.

Mammology è una dottrina di pensiero a cui accedono, di diritto, tutte le donne che rimangono incinta. Non c’è bisogno di effettuare alcuna iscrizione, di presentare domanda o di pagare con denaro la quota societaria annuale.

Diciamo che l’ingresso è saldato, una tantum, grazie alle nausee del primo trimestre di gravidanza. Personalmente ho mostrato la mia gratitudine anche con uno splendido colorito verdognolo della pelle che, soprattutto al mattino, sfoggiavo con nonchalance nei primi mesi di maternità al lavoro.

Con Mammology sono entrata a far parte di quella cerchia di donne che hanno la fortuna di moltiplicarsi.

Una volta dentro al clan mi è stato subito chiaro che il mio stile di vita era cambiato, così come le mie priorità:

  1. Il caffè è stato immediatamente sostituito dai succhi di frutta. Addio anche all’amico spritz (pure il finto spumante di Hello Kitty meglio di no);
  2. Potevo mangiare quando e quanto volevo perché ero incinta (a parte il prosciutto che sappiamo bene non essere ben visto dai membri dell’organizzazione anche per il legame con Peppa Pig);
  3. Persone sconosciute mi si avvicinavano e volevano toccarmi la pancia;
  4. Avevo una corsia preferenziale al banco gastronomia e una cassa dedicata al supermercato;
  5. Mi commuovevo anche nel vedere una gatta leccare il suo gattino;
  6. Guidavo parlando alla pancia e rallentando enormemente ad ogni dosso o buca;
  7. Ho mappato mentalmente tutti i negozi di articoli per bambini della provincia e i siti web con gli articoli più belli per la cameretta dell’erede (manco avessi avuto il patrimonio della famiglia Hilton);
  8. Navigavo su internet per leggere, di settimana in settimana, come si sviluppava il feto e cosa faceva dentro il pancione;
  9. Acquistavo camicette a fiori e ciabatte (è stato in questo periodo che ho scoperto di potermi trasformare in un hobbit. I piedi uguali uguali);
  10. Mi dimenticavo di farmi delle foto ma, quando ero in vena, ne scattavo decine e decine per averne almeno una in cui mi giudicavo decente (uguale ad adesso praticamente);
  11. Allacciarsi le scarpe era diventata un’impresa più grande rispetto a vedere C’è posta per te dall’inizio alla fine;
  12. La lettiera della gatta non era più un mio problema;
  13. Ho incontrato più spesso l’infermiere per il prelievo delle analisi del sangue che le mie amiche storiche per “far serata”;
  14. Io e mio marito abbiamo frequentato un corso preparto che ci ha aiutati a valutare quando era arrivato il momento giusto per andare in ospedale (osservando anche il colore delle acque rotte), a misurare l’acqua per il bagnetto e a cambiare correttamente i pannolini (povero bambolotto cavia);
  15. Cadevo nel sonno in prima serata e mi svegliavo nel cuore della notte senza più riuscire a dormire;
  16. Tutti tutti tutti mi chiedevano quando sarebbe nato e se era un maschio o una femmina.

Questi, a grandi linee, i primi cambiamenti derivanti dall’ingresso a Mammology.

Io, ad esempio, non ho mai fumato e quindi ho potuto mantenere anche la mia dipendenza da Magnum Algida. Addirittura me ne offrivano.

Detto questo, una volta nato il bambino, Mammology comporta l’adesione a linee guida rigide e necessarie per mantenere lo status di membro:

  1. Non dormire più per almeno un paio di anni;
  2. Allattare continuamente con il proprio seno o mediante l’utilizzo di biberon h24;
  3. Sterilizzare tutto, sempre e a qualsiasi ora del giorno e della notte;
  4. Inventare canzoncine e litanie degne della migliore raccolta di Fivelandia;
  5. Lavarsi solo quando si può, imparando a convivere con il sudore, i rigurgiti di latte e i lacrimoni dei pianti disperati;
  6. Prevedere cosa c’è nel pannolino e diventare massima esperta nel suo cambio;
  7. Rassettare alla velocità della luce per accogliere gli ospiti in visita al neonato;
  8. Far tesoro dei consigli utili e imparare a farsi scivolare addosso quelli non richiesti.

Queste le indicazioni generali.

I vantaggi della membership sono il triplicarsi della pazienza, un sesto senso affinato, lo sviluppo dell’empatia, attribuire il giusto valore alle cose e provare un Amore nuovo, puro, dolce, totale. Solo per citarne alcuni.

In quanto membri di una organizzazione comune poi, tutte le mamme si riconoscono fra loro e capita di sovente che, quando si è fuori casa, ci si saluti e ci si sorrida anche se non ci si conosca personalmente. Questa intesa è immediata e, con uno sguardo, spesso le mamme si riescono a dire molte più cose che un pomeriggio intero gli uomini al bar.

E questo senza distinzione di classe sociale e reddito. Indipendentemente dal fatto che tu abbia la carrozzina più costosa sul mercato o i pacchi di pannolini più economici nel carrello: è nello sguardo fra mamme con le occhiaie che ci si riconosce immediatamente come sorelle e compagne di avventura.

Tutto questo è Mammology. Ne fai parte anche tu?

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