La mia esperienza di allattamento

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita di un bambino, in modo tale da garantirgli crescita e sviluppo ottimale:

ma va favorito anche oltre, durante il divezzamento, fino a quando mamma e piccolo lo desiderano.

E questo perché offre benefici a medio e lungo termine sulla salute di entrambi, proprio come ci ha spiegato il pediatra che ci affianca in questo percorso.

Infatti, per il bambino:

  • svolge un ruolo protettivo contro le infezioni gastrointestinali e respiratorie e la morte in culla (SIDS);
  • riduce l’incidenza di alcuni tumori pediatrici (in particolare linfomi e leucemie), il rischio futuro di obesità, di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari;
  • ha un effetto positivo sullo sviluppo neuro-cognitivo associato alla durata dell’allattamento al seno.

Mentre alla madre è consigliato per:

  • la riduzione del rischio di cancro al seno e all’ovaio e del diabete mellito di tipo 2;
  • una maggiore capacità, in età senile, di far fronte all’osteoporosi e alle sue complicanze (perché l’apparato scheletrico si è “abituato” al rilascio di calcio durante il periodo dell’allattamento);
  • ritornare più velocemente al peso precedente alla gravidanza, considerando la spesa energetica necessaria per la produzione di latte.

Insomma, ci sono un’infinità di motivi per allattare al seno i propri bimbi e noi mamme li conosciamo bene. O comunque li intuiamo. Come sappiamo altrettanto bene che non sempre è possibile farlo nel modo che ci siamo immaginate o per tutto il tempo che vorremmo.

Io sono una di quelle che ha vissuto la frustrazione di “non essere abbastanza” per la propria figlia, nonostante la totale disponibilità ad allattare a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Nonostante il tiralatte, l’alimentazione curata e l’attenzione dedicata esclusivamente a quel dolce fagottino rosa che mi ha cambiato per sempre la vita, facendomi provare una gioia immensa ma anche il peso della responsabilità di ogni scelta.

E questo perché, da quando ho visto tutte quelle lineette rosa su almeno 3 test di gravidanza diversi (diciamo che volevo essere sicura…non l’ho fatto solo io, vero?), l’unica cosa che mi è iniziata ad importare è che stesse bene. E, di conseguenza, ho sempre cercato il meglio per lei.

Quando ho avuto bisogno di aiuto mi sono affidata alla pediatra che, valutata attentamente la situazione, mi ha consigliato di inserire nella sua alimentazione un latte di proseguimento specifico per l’infanzia.

E così il latte di proseguimento Mellin, in particolare durante lo svezzamento, per me ha rappresentato un grandissimo aiuto per bilanciare la dieta della mia bimba.

Adesso siamo passati al latte di crescita Mellin che è caratterizzato da una combinazione esclusiva di prebiotici GOS-FOS in proporzione 9:1.

Dal momento che le lezioni di biologia per me sono solo un lontano ricordo, me lo sono fatta spiegare bene: significa che parliamo di una miscela esclusiva di galacto-olisaccaridi (GOS) e di frutto-oligosaccaridi (FOS) che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale.

I prebiotici come i GOS e i FOS, infatti, sono carboidrati non digeribili dall’uomo e giocano un ruolo importante per promuovere l’equilibrio dei batteri buoni del nostro intestino.

Quello che mi piace della gamma di latti crescita Mellin in vendita è che è completa così da accompagnare i genitori nei diversi momenti di crescita del proprio bimbo.

Sì perché le esigenze cambiano con lo sviluppo, non dimentichiamolo mai.

Il “Latte Crescita 3”, disponibile nel formato liquido e in polvere, è adatto a partire dai 12 mesi di vita del bimbo ed è fonte di calcio, vitamina D e ferro. L’apporto di proteine è bilanciato.

Il “Latte Crescita 3 con fibre”, disponibile solo in polvere, è una preziosa fonte di fibre e può essere consigliato dal pediatra per aiutare ad integrare la dieta giornaliera del bimbo da 1 a 3 anni.

Il “Latte Crescita 4”, disponibile nel formato liquido e polvere, è studiato per il fabbisogno nutritivo del bambino dal 2° al 3° anno di vita e il suo apporto di calcio e vitamina D contribuisce al sano sviluppo di denti e ossa.

Non ringrazierò mai a sufficienza la mia pediatra per avermi capita ed indicato la strada da percorrere per mia figlia.

Io poi non ho fatto altro, come mamma, che guardare la mia splendida bimba negli occhi, seguire il mio cuore e tirare fuori dal cassetto i reggiseni di una taglia più piccola.

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