La paura del bagnetto
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15_EDUCAZIONE_SENTIMENTALE

Ho appena letto un articolo, sul settimanale Oggi (n.29 del 13/07/2016), che trovo davvero molto importante condividere. Il tema è quello dell’educazione dei figli al rapporto con l’altro sesso. Argomento di grande attualità, purtroppo, a causa degli incessanti casi di violenza subiti dalle donne.

E’ scritto da Cristina Rogledi e riporta 10 preziosi consigli dello psicoterapeuta, scrittore e ricercatore dell’Università di Milano, Alberto Pellai.

Il quesito è: cosa possiamo fare noi genitori affinché i nostri figli crescano imparando a rispettare davvero l’altro?. Come educare uomini che rispettino le donne?.

Pellai risponde così:

  1. Nella nostra cultura resiste il falso mito dell’uomo “forte” e in casa scappano frasi deleterie tipo: “Piangi come una femminuccia”. I bambini, invece, vanno allenati a riconoscere e a esprimere sia la tristezza, sia la paura, due emozioni considerate ancora solo femminili. Ai maschi tuttora è concessa (e giustificata) solo la rabbia. E’ molto importante che un ragazzo sin da piccolo sappia “maneggiare” questi due sentimenti che, da adulto, ritroverà dentro tutte le sue relazioni affettive. Soffocare tristezza e paura significa trasformarle in rabbia distruttiva. Quindi, ad esempio, se un bimbo si stupisce perché al funerale di un parente il papà piange, spiegategli che è normale esprimere dolore perché lo sentono tutti gli esseri umani. Anche chi non lo dà a vedere. Ogni volta che potete date voce alle emozioni tristi, parlatene. Pellai consiglia anche di guardare, insieme al figlio, Inside Out, un film che spiega bene come funzionano le emozioni e mostra cosa succede quando non le si ascolta.

  2. Ai maschi viene insegnato che non bisogna chiedere aiuto o ammettere che si sta male (infatti, nei casi di femminicidio, parenti ed amici descrivono l’assassino come un uomo normale e “tranquillo”!). E’ necessario insegnare ai figli ad ascoltare il proprio disagio ed esprimerlo senza vergogna. Il modo migliore per farlo è dare l’esempio: il padre, davanti ai figli, può chiedere aiuto se è troppo stanco o triste. La madre può dire: “Ti vedo in difficoltà, ti aiuto se vuoi”. Questo comportamento ha un doppio valore: insegna a chiedere un sostegno e dimostra che dentro la coppia vige un modello cooperativo e di solidarietà, non di potere. La madre fa quello che gli chiede il papà per essere collaborativa, non per costrizione o obbedienza.

  3. I bambini a volte passano dai capricci alla perdita di controllo con urli e pianti. Quasi tutti gli adulti reagiscono a loro volta urlando e così facendo, in pratica, dicono al figlio: “Io sono più sregolato di te”. Quando un figlio “esplode”, l’adulto deve assolutamente mantenere il controllo della situazione. Più un bimbo è sregolato nel gestire le emozioni, più noi dobbiamo essere regolati e contenerli. Così gli offriremo un modello di autocontrollo che piano piano diventerà anche il loro.

  4. Lo schiaffo o lo sculaccione insegnano al bambino solo che i problemi si risolvono con l’aggressività: “Mi devi ubbidire perché io sono più forte quindi ti piego alla mia volontà con la violenza e la paura”. In realtà i genitori hanno a disposizione due armi molto più potenti: lo sguardo e la voce. Un’occhiataccia e la voce modulata ma ferma, sono molto più efficaci. E’ utile anche interrompere per un po’ la comunicazione: “Finchè ti comporti così, non ti parlo”.

  5. Accettare le frustrazioni è una palestra emotiva: bisogna farsi i muscoli sin da piccini. In questo senso è utile far fare sport ai figli (si impara a “perdere”), far frequentare oratori e associazioni come gli scout dove per stare bene insieme devono accettare senza discutere regole e limiti. I genitori, poi, devono stabilire dei “no” salvavita. Pochi ma fondamentali (per sceglierli fatevi le domande: “Mio figlio è in pericolo se dico sì? E grave per la sua educazione?”). Poi bisogna tenere il punto anche se il bambino piange o si ribella. Attenzione: i “no” vanno detti con calma e fermezza, non strillando o con toni vendicativi. Educate, non umiliate. Questo allenamento è ancora più importante per gli adolescenti: si arrabbieranno molto quando gli darete un limite. Con calma rispondete: “Vedo che sei molto arrabbiato e capisco il tuo punto di vista. Ma sono tua madre/tuo padre ed è mio dovere dirti questo no”.

  6. Con un figlio adolescente i “no” imprescindibili non vanno discussi, gli altri possono essere negoziati: un figlio che cresce deve sentire di avere un certo potere d’azione e i genitori devono essere capaci di spostare l’asticella dei limiti. Pellai fa l’esempio: in prima media vi chiede di andare a scuola da solo?. Sta crescendo e vuole fare una prima prova di indipendenza. Ascoltatelo e dategli fiducia. E’ un riconoscimento vitale per lui.

  7. L’adolescenza porta con sé un carico di rabbia che spaventa chi la prova e chi la subisce. E’ importante che i genitori stabiliscano delle regole semplici per gestire le “crisi”. Questo li rassicura. Se un figlio perde il controllo, potete dirgli: “Sei troppo arrabbiato adesso, non posso parlarti. Vai in camera tua e ci chiariremo quando sarai più tranquillo”. E’ inutile rimproverare un ragazzo mentre è in crisi: non riuscirà a ragionare e si esaspererà ancora di più. Allontanatevi e aspettate un paio d’ore.

  8. Sessualità e rispetto. I ragazzi spesso, non ricevono alcun tipo di educazione sessuale o affettiva dagli adulti. Imparano il sesso dai siti porno e dai film, ovvero da “rappresentazioni” del sesso e della donna lontane dalla realtà. E’ importante insegnarli che il sesso significa intimità e che l’intimità si costruisce progressivamente, rispettando il corpo e le emozioni dell’altro. L’intimità è segretezza di coppia, il contrario esatto del film porno messo in mostra su internet. I padri devono farsi carico dell’argomento sesso: si può comprare un libro adatto all’età e leggerlo insieme, già dalle elementari. Se vostro figlio, invece, è già grande, potete regalargli un libro con una dedica: “Io e te non siamo riuisciti a parlare di questo argomento ma questo libro l’ho letto anche io e mi pare abbia tutte le parole che avrei voluto dirti. Per me è molto importante che tu lo legga”.ù

  9. Il rispetto del femminile passa anche attraverso la presa di coscienza che c’è una differenza enorme tra le donne rappresentate nei film e dalla pubblicità e quelle vere: ai giovani viene offerta un’immagine degradante della donna che comporta un’erotizzazione precoce e martellante. Quando c’è una modella mezza nuda esposta su una strada, la madre può chiedere al figlio: “Ma tu cosa penseresti se ci fossi io su quel cartellone e tutti mi vedessero?”. Film e pubblicità spesso sono irrispettosi della donna e la raffigurano come un oggetto sessuale: protestate apertamente e fate a vostro figlio domande che lo aiutino a ristabilire il senso di realtà. Esempio: “Quella ragazza lì è molto diversa dalle donne della nostra famiglia o da quelle che incontriamo per strada. Non ti sembra?”. Le domande attivano il pensiero dei giovani molto più delle risposte e delle spiegazioni.

  10. L’esempio in famiglia. In casa, anche quando si litiga, deve esserci un clima di reciproco rispetto. Il padre deve parlare di sua moglie in modo valorizzante e deve dimostrarsi collaborativo. I figli devono vedere nei genitori che cosa significa realmente integrare il maschile e il femminile dentro la vita familiare. Se il papà zittisce la mamma quando parla o quando esprime un desiderio, se non collabora perché “sono cose da donna”, se dà per scontato che quello che chiede deve essere eseguito, ripropone un modello di famiglia costruito sulla forza e prepotenza. E vostro figlio replicherà quel modello. Essere uniti significa essere solidali.

E’ difficile, nella vita di tutti i giorni, che ognuno di questi 10 punti venga messo in atto correttamente. Nessuno è perfetto ma è fondamentale sforzarsi e lavorare, come genitori, verso questa direzione. E’ un compito arduo ma è un nostro dovere fare tutto il possibile affinché la violenza fisica e psicologica, verso l’universo femminile, venga meno. Lo dobbiamo ai nostri figli. Maschi e femmine.

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