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Uno degli ultimi ricordi della mia gravidanza è l’impresa epica della depilazione.

Avevo superato da giorni il termine ed avevo una pancia enorme.

Non riuscendo più a dormire mi chiusi dentro la doccia e pensai che era arrivato il momento di “rendermi presentabile” (anche se non ne avevo nessuna voglia, eh!): dovevo essere visitata, all’ospedale, proprio quella mattina.

Lametta Venus azzurra, schiuma da barba e specchietto.

Me lo ricordo ancora. Non ho mai fatto tanta fatica per radermi. E non parlatemi di ceretta che, solo al pensiero, mi si è già rotto un capillare.

Il metodo più veloce e soprattutto indolore, per me, era senza dubbio quello.

Poi mi si son rotte le acque e son stata subito ricoverata. Quando si dice il tempismo!

E mi sentivo “a posto”, almeno su quell’aspetto, perché avevo letto di atrocità praticate negli ospedali che solo a ripensarci rabbrividisco.

Di donne che hanno dovuto sopportare il taglio a secco della propria peluria. Proprio lì. Mentre sei in travaglio. Manco avessimo una giungla di liane e baobab fra le gambe.

Della serie: “tanto stai già soffrendo per il parto, taglio più o taglio meno…”.

Ed è per questo che mi ha fatto davvero molto piacere leggere la riflessione della Dott.ssa Daniela Santori, ostetrica libera professionista, dalla sua pagina Facebook IRIS – Centro Salute Donna.

La condivido perché di questo argomento non se ne parla mai chiaramente e per diffondere maggiore consapevolezza fra noi donne. Anche l’OMS è intervenuta sul tema.

Leggete qua:

I peli pubici ce li hanno proprio tutti: uomini e donne in regolari condizioni ormonali.
Spesso però mi accade una cosa infelice (e ad oggi non così strana, perché molto diffusa): le donne, prima di sottoporsi alla visita, si “scusano”, super imbarazzate, di “non essere a posto li”, di noi aver fatto la ceretta. Ma non solo: recentemente, in una consulenza per la pubertà con una piccola ragazza di 13 anni, la stessa mi ha riferito di provare vergogna per il suo cambiamento, perché temeva che al mare qualcuno le scorgesse i peli pubici.

Mi rammarica tanto, perché il mio obiettivo è che ognuna si senta con me a proprio agio e il mio impegno è completamente volto a creare le condizioni affinché ciò accada.

Mi sorgono però spontanee alcune domande: chi ha portato le donne in questa situazione? Chi le fa sentire inadeguate se hanno il pelo proprio lì? Chi le fa sentire “sporche” solo perché, per scelta o mancanza di tempo, non hanno avuto modo di depilarsi? Chi ha instillato la credenza che depilarsi nelle zone intime sia obbligatorio/giusto/pulito o sexy?!

Chiariamo alcuni aspetti:
🍁 Ognuna si senta libera di tenere i peli pubici o di toglierli, di depilare l’inguine e il pube, di creare forme geometriche, cuoricini o coniglietti o lasciare cespugli rigogliosi;

☘️ Il pelo pubico non è sinonimo di sporco: dubito che gli uomini si facciano certi problemi! Per pulire le parti intime è sufficiente eseguire il bidet quotidiano;

🌳 Come tutte le zone ricoperte da peli, laddove il vello c’è è perché serve a proteggere. Non si esclude che la causa di infezioni croniche possa proprio essere la depilazione integrale.

E no, neanche le mamme in gravidanza devono necessariamente depilarsi in vista del parto, anzi questa pratica (in voga presso alcuni ospedali) è stata screditata dall’OMS perché considerata umiliante e inutile.

Ognuna la porti come le pare, ma per favore: con l’Ostetrica non ti vergognare! 🌷

E voi cosa ne pensate? Quale è stata la vostra esperienza?


Trovate la Dott.ssa Daniela Santori qui:

Sito internet: IRIS – Centro Salute Donna

Facebook: @studiostetricosantoro

Instagram: @iris_centrosalutedonna


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