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1Stamattina sono andata a far compere. Tornata a casa, nella mia testa, mi sono resa conto di un sacco di cose (oltre al prezzo esorbitante dei branzini). Voglio condividerle per capire se anche da voi è lo stesso o è la Romagna “a misura di mamma”.

Arrivo al centro commerciale che mi è più vicino e trovo posto nel “parcheggio rosa”: posti auto dedicati alle donne incinta o con bimbi piccoli. Forte. L’entrata è a due passi, l’auto la lascio al coperto, e non ci penso più. E poco importa se, negli stessi posti riservati, ha parcheggiato un signore in giacca e cravatta con la pancia ma senza passeggino. Oppure un paio di giovani rumorosi che trasudano testosterone. La domanda che mi pongo è: perché ve ne fregate così tanto delle puerpere carissimi amici miei?. Non avete una donna con cui abbracciarvi alla sera o un bimbo che vi si aggrappa alle gambe non appena tornate a casa?. Sicuramente no. Quindi il mio “io” sensibile ha pensato che anche tutte queste anime sole avrebbero diritto a posti auto ad hoc, magari di colore verde speranza. Che è pure il colore della mia bile quando li vedo parcheggiati nelle righe rosa. Soprassediamo.

All’entrata vedo qualche carrello a forma di automobilina colorata, con cinture di sicurezza e volante. Prometto ad Anna che gliene farò provare qualcuna appena avrà raggiunto l’età per guidarle: dovrà pazientare fino ai 3 anni. E ricordare di non bere Nesquik prima di mettersi al volante. Siamo cauti in famiglia.

Mi giro e, il vicino di carrello, mi fa gli auguri per la bimba con un bel sorriso. Ringrazio. Ci tiene a farmi sapere che ha un figlio di 23 anni e che gli auguri me li fa per quello che mi aspetta. Adoro questa gente.

Passo di fronte ad un negozio di libri e, dalla vetrina, vedo un ragazzo che legge una storia illustrata ad una schiera di 5enni tutti seduti su un tappeto, a gambe incrociate, davanti a lui. L’attenzione è spettacolare. Paiono statue con occhi brillanti ed orecchie spalancate. Che belli. Mi si riempie il cuore. Vedo anche le maestre, in disparte, parlottare fra loro e vorrei interromperle per complimentarmi della bella classe che seguono. Iniziative di questo tipo vengono organizzate spesso sia da privati che da biblioteche e penso che, fra qualche anno, sarà il tempo anche per la mia piccola di meravigliarsi così.

Vado avanti ed entro in un negozio di giocattoli per acquistare una piccola scopa: Anna si aggrappa alla mia ogni volta che spazzo e non voglio più vederla piangere per il desiderio di ramazzare a terra. Beata innocenza. Una volta uscita, la cassiera mi ferma con un gran sorriso e mi chiede quanto tempo ha la bimba. Mi spiega che c’è una dott.ssa che tiene un corso gratuito di ballo (forse ha parlato di motricità…) e musica, di cui curano l’organizzazione, per i bimbi sopra l’anno di età. Un paio di volte al mese, insieme ad altre mamme, ci si incontra per far sgambettare i nostri pulcini. Chiedono solo il nominativo per conoscere le adesioni e, di conseguenza, organizzarsi con le aule. Uao. Che belle queste iniziative con personale qualificato e a costo zero. Mi faccio lasciare il materiale informativo, certo.

Una volta fatta anche la spesa al supermercato, mi rendo conto di essere stata un po’ troppo ottimista sull’ingombro dei pacchi dei pannolini: non ho il carrello, perché ho il passeggino, e la borsa che ho portato con me è già colma e pesantissima. Non demordo. Riesco ad incastrare sottobraccio, a mò di tetris, uno scatolone quadripacco di pannoloni e con il mignolo spingo mia figlia fino all’uscita. Una signora distinta mi si avvicina e, affermando che succede spesso anche a lei di comprare più di quello che poi sta nelle sue borse, si offre spontaneamente di accompagnarmi alla macchina. Devo averle fatto proprio compassione. Gentilissima è dir poco.

Anche questa è la mia terra, anche questa è Romagna. In un giorno qualsiasi, una mattina qualsiasi.

E da voi che succede?. Avete delle attenzioni in più come mamme?. Scrivetemi che son curiosa!.

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