Zanzare, ragni e…pipistrelli!

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9E’ arrivata l’estate, il caldo e le ore passate all’aperto si moltiplicano. Tutto bello, sì. A parte che ho scoperto che la mia piccola gnometta ha ereditato la mia stessa pelle. Ovvero super delicata e complicata da gestire. Le zanzare la stanno punzecchiando come un portaspilli, incuranti del prodotto repellente ad hoc che le spalmo prima di ogni uscita e che, è ufficiale, non ama proprio per niente. Quando vede che prendo in mano la confezione mi ride in faccia e fugge. Simpatica. E soprattutto veloce: inversamente proporzionale alla mia voglia di correrle dietro.

In giardino io e mio marito cerchiamo di evitare i ristagni d’acqua nelle fioriere, mettiamo pastiglie contro le zanzare nei tombini ma niente. Le zanzare sono lì. Pronte a far merenda. Maledette.

Gli unici a star bene paiono un paio di pipistrelli che, tutte le sere, vediamo volteggiare sopra il giardino. Chiamassero anche i loro amici, per fare un bel banchetto, ne sarei felice. Non mi impressionano, anzi, li ringrazio ogni volta che li vedo svolazzare a zigzag. Loro sì che sono utili. Non le zanzare.

La preoccupazione per i ponfi di mia figlia, oltre a farmi correre in farmacia, mi ha fatto venire in mente una favola di Esopo. Si intitola “La zanzara e il leone”. Sentite qua.

C’era una piccola zanzara assai furba e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche decise, un giorno, di lanciare una sfida al Re della foresta. Si presentò così davanti al sovrano, che era il leone, e lo salutò con un rispettoso inchino.

Il grande Re, che era intento a schiacciare uno dei suoi pisolini più belli lungo la riva di un fiume, lanciò una distratta occhiata all’insetto. “Oh! Buongiorno”. Rispose Sua Maestà spalancando la bocca in un possente sbadiglio.
La zanzara disse: “Sire, sono giunta davanti a Voi per lanciarvi una sfida!”. Il leone, un po’ più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.

“Voi”, continuò l’insetto, “credete di essere il più forte degli animali. Eppure io dico che, se facessimo un duello, riuscirei a sconfiggervi!”. Il Sovrano, divertito, disse: “Ebbene se sei tanto sicura, proviamo!”.

In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d’ogni genere desiderosi di assistere alla sfida. La ” Singolar Tenzone” ebbe inizio. L’insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell’avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone, preso alla sprovvista, tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli. Estenuato, il Re della foresta, si gettò a terra sconfitto.

Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti i presenti. Levandosi in volo, colma di gioia, non si accorse però della tela di un ragno tessuta tra due rami e andò ad imprigionarvisi proprio contro. Intrappolato in quell’infida ragnatela l’insetto scoppiò in lacrime, consapevole del pericolo che stava correndo.

Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccolina dicendo: “Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te!. E questo me lo hai insegnato proprio tu!”.

La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po’ a freno la propria spavalderia.

La morale, per Esopo, è che le persone troppo sicure di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle difficoltà più piccole.

La mia morale è che odio anche i ragni ed è meglio che vada a comprare una bat-casa (si chiama bat-box) da appendere al noce del giardino. Chissà che non attiri qualche altro pipistellino affamato.

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