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Quello che i figli non dicono
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Questo week-end io e mio marito, con il grande supporto degli “Ohhhh…” di Anna, abbiamo iniziato a decorare casa a festa: soprattutto l’esterno, con le lucine sotto il portico, e le ghirlande innevate. In casa, per ora, abbiamo fatto solo il presepe (il più in alto possibile per evitare spargimenti di magi e pecorelle in giro per casa). Lasciamo la preparazione dell’albero per il ponte dell’Immacolata. Mi devo preparare psicologicamente alle conseguenze che questo comporterà: palline rotte dall’eccessivo entusiasmo della plispolina, ritrovate nella cesta dei giochi, dentro ai cassetti della cucina, in bagno, o chissà dove ancora.

Mi sembra così l’occasione giusta per dedicarvi una splendida poesia di Gianni Rodari, intitolata Un abete speciale. Leggete e condividete.

Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello, lo farò nella mente,
con centomila rami,
e un miliardo di lampadine
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro un giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche un solo, piccolo,
che piangere non si sente
Natale è tutto sbagliato.

La trovo davvero bella, non è vero?.

Buon inizio settimana a tutti…spero sia corta per moltissimi di voi (lavorativamente parlando, si intende!). Kiss!.

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