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3-SEQuesto lunedì posto una poesia dello scrittore e poeta inglese, di origini indiane, Joseph Rudyard Kipling. Lo stesso che ha scritto Il Libro della giungla, per intenderci (e anche tanto tanto altro, per la verità). E’ intitolata Se ed è una sorta di lettera dedicata al figlio: un insieme di importanti indicazioni sulle virtù da coltivare per diventare un vero Uomo. Non proprio una cosina da niente.

Leggete qui:

Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,

e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio.

 

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

e trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita infrante,

E piegarti a ricostruirle con arnesi logori.

 

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non fiatare una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”

 

Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,

E a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni istante che passa,

Tua è la terra e tutto ciò che è in essa,

E – quel che è più – sei un Uomo, figlio mio!

Versi densi di suggerimenti su come affrontare la vita e trovare il proprio equilibrio. Un elenco di comportamenti consigliati per prendere coscienza di sé, credendo in se stessi, ai propri progetti e, parallelamente, mantenendo viva la relazione con le persone che ci circondano. Dando il giusto valore alle cose, per non affogare nel concitato bicchiere d’acqua della quotidianità.

Possibile che una poesia del 1895 possa essere così attuale?. Possibile che, al giorno d’oggi, sia ancora così difficile seguire questi consigli?. Possibile. Eccome. I fatti di cronaca ci ricordano, ogni singolo giorno, quanto spesso ci si allontana da queste sagge raccomandazioni.

Ed anche io, nel mio piccolo, non son sempre un mostro di bravura. Ad esempio, se sfido a Monopoli il marito e piazzo hotel costosissimi a Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, non è che poi ci rimango tanto bene se perdo per colpa degli imprevisti, la prigione e la tassa patrimoniale. Devo lavorarci su. Lo so. Anche se Kipling, son sicura, non ci ha fatto mai una partita.

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