Come pulire gli oggetti che i bambini mettono sempre in bocca

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Il ciuccio che cade a terra, il biberon nascosto sotto il cuscino del divano o abbandonato sul tappeto del salotto, il dentaruolo lasciato fra le lenzuola del lettino dopo essere stato amorevolmente mordicchiato e qualsiasi altro giochino di plastica maneggiato, leccato e scagliato sul pavimento per “sentire il rumore che fa”.

Tutto questo è all’ordine del giorno per una neomamma. La mia piccola ora ha 2 anni e 10 mesi ma ancora adesso, anche se non con la stessa frequenza di anno scorso, si ritrova a portare alla bocca qualche gioco.

Oppure ha una voglia improvvisa di succhietto e, dopo qualche ciucciata, lo abbandona su un tavolino, un tappeto, una sedia e quando lo trovo preferisco sempre almeno lavarlo sotto l’acqua corrente oppure, se mi rendo conto che è caduto troppo spesso, sterilizzarlo.

Il problema principale della sterilizzazione è che non tutti i piccoli giochi o gli oggetti per la dentizione possono essere immersi in acqua bollente o inseriti nel microonde: a contatto con le alte temperature potrebbero sciogliersi o comunque rovinarsi.

Ricordo ancora con dispiacere di aver dovuto gettare, dopo aver dato per scontato che la sterilizzazione al microonde fosse possibile, il primo dentaruolo di mia figlia. Appena tolto dalla confezione e di fronte agli occhi di chi gliel’aveva regalato. Solo a ripensarci mi imbarazzo di nuovo. In quel momento mi sarei messa dentro al microonde anche io.

Così mi sono informata e per tutti questi oggetti, ancora adesso, realizzo una sterilizzazione a freddo: diluisco in acqua una soluzione disinfettante liquida e la lascio agire per almeno 15/20 minuti, in base alle indicazioni del prodotto. Poi risciacquo abbondantemente con acqua ed asciugo il tutto con cura, per evitare che l’acqua rimasta faccia proliferare i batteri. Niente di più facile.

Non ci avevo mai pensato ma è lo stesso metodo che usavo in gravidanza per la pulizia della frutta e della verdura, ed evitare di contrarre la toxoplasmosi. Così mi sentivo sicura e protetta. Ed ha funzionato.

Durante la gestazione, inoltre, per evitare problemi con germi e batteri, mi preoccupavo di non pulire i cibi della terra se non li consumavo subito dopo, di affettarli su un tagliere diverso da quello della carne e di evitare di mangiare tutte le prelibatezze crude servite nei bar e nei ristoranti. Poi mi son presa la rivincita, tranquille. Prosciutto crudo, salame e tiramisù come se non ci fosse un domani (anche se quel giorno è arrivato e si chiama prova costume…ahi ahi ahi!)

Comunque la sterilizzazione a freddo è un metodo davvero semplice e comodo e lo consiglio a tutti: con così poco è possibile prendersi cura e proteggere la salute dei nostri piccoli.

In vacanza è l’ideale: nelle ultime ferie in montagna ho risolto diversi inconvenienti così e anche la prossima volta che partirò porterò con me un flaconcino di soluzione disinfettante nella valigia. Squadra che vince non si cambia, giusto? La mia famiglia merita il meglio.

 

Questo post è in collaborazione con FattoreMamma-Media

 

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