Il primo giorno di scuola dell’infanzia

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Io non sono mai andata all’asilo, quella che oggi si chiama scuola dell’infanzia, per intenderci.

La mia esperienza scolastica parte dalle elementari.

Ricordo ancora che, a quei tempi, mi sentivo un po’ in difetto per non averla frequentata. Non perché non fossi stata bene a casa, insieme alla mia mamma e alla mia famiglia, anzi, ma perché gli altri miei compagni ci erano stati tutti (o almeno così mi sembrava) e avevano già percorso un pezzo di strada insieme.

Mi sentivo diversa soprattutto quelle volte in cui la maestra capitava chiedesse qualche cosa, riferita alle precedenti esperienze nella scuola materna, alla classe: io allora stavo attenta a non attirare l’attenzione e seduta nel mio banco, zitta zitta, spalancavo le orecchie per sentire quello che dicevano gli altri, augurandomi di non essere chiamata in causa. Mi è sempre andata bene.

Forse avevo paura di essere presa in giro dagli altri. Infatti nella mia classe c’era una bambina tanto carina quanto fastidiosa e non mi andava proprio avesse un pretesto in più per ridere di me. Sì perché ogni tanto, chissà il perché, mi prendeva di mira. Probabilmente per la mia remissività e timidezza. Ma non godevo dell’esclusiva, no. Un trattamento peggiore lo riservava ad altre. Mai ai maschietti, adesso che ci penso.

Mi ricordo ancora che ad una bimba aveva messo il soprannome di “scimmia che parla” e ad un’altra di “puzzona”. Passare cinque anni così è dura, eh! Mah.

Comunque tutto questo per dire che mia figlia ha iniziato l’inserimento nella scuola dell’infanzia.

Mi sembra strano stare qui a scrivere senza di lei, che di solito mi gironzola attorno, ma sono davvero felice di vedere che sta crescendo. Di percepire la sua emozione, quando la sveglio presto, e le dico che deve prepararsi perché all’asilo la stanno aspettando le maestre, altri bimbi, giochi e avventure tutte nuove.

Ha appena iniziato, sia chiaro: magari dopo la vado a prendere e mi dice che non ci vuole più mettere piede. Eppure mi auguro davvero che l’allegria e la spensieratezza che la contraddistinguono l’accompagnino anche in questo nuovo inizio.

Cara Anna,

le difficoltà, gli ostacoli e le paure fanno parte della vita di ognuno di noi. Impossibile non incontrarle. Te ne accorgerai presto. Alla stessa velocità, vedrai, saprai imparare a gestirle e superarle. È così che si cresce. E non ho dubbi su di te perché l’energia e la forza d’animo che ti contraddistinguono saranno sempre tue ottime alleate.

Io e papà saremo sempre il tuo porto sicuro, questo lo sai già.

Eppure là fuori c’è tutto un mondo da scoprire che non aspetta altro che te. Sono certa che imparerai presto ad usare la tua curiosità e il tuo entusiasmo come vela per navigare tra le persone e le occasioni che ti si presenteranno.

E poi, ora che sei ancora piccola, ascolta quella “vecchia” della tua mamma: gioca, corri e divertiti più che puoi. Salta, balla, sorridi. Stringi amicizie, ascolta la tua pancia e segui il tuo cuore. Che di tempo per “essere seria” nella vita, cara mia piccola, ne avrai a bizzeffe.

Ti auguro di esplodere di creatività, fantasia, amore, rispetto, gentilezza. Tutto ciò che ti serve per diventare la migliore versione di te. Quella che ora, dall’alto dei tuoi 2 anni e 9 mesi, incarni alla perfezione.

La tua cheerleader n°1

Mamma

 

 

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