In piedi, Signori, davanti a una Donna! – 8 marzo 2017

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IN PIEDI, SIGNORI, DAVANTI A UNA DONNA

Per tutte le violenze consumate su di lei

per tutte le umiliazioni che ha subito

per il suo corpo che avete sfruttato

per la sua intelligenza che avete calpestato

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata

per la libertà che le avete negato

per la bocca che le avete tappato

per le ali che le avete tagliato

per tutto questo:

in piedi, Signori, davanti a una Donna!

 

E non bastasse questo

inchinatevi ogni volta

che vi guarda l’anima

perché Lei la sa vedere

perché Lei sa farla cantare.

 

In piedi, Signori,

ogni volta che vi accarezza una mano

ogni volta che vi asciuga le lacrime

come foste i suoi figli

e quando vi aspetta

anche se Lei vorrebbe correre.

 

In piedi, sempre in piedi, miei Signori

quando entra nella stanza

e suona l’amore

e quando vi nasconde il dolore

e la solitudine

e il bisogno terribile di essere amata.

Non provate ad allungare la vostra mano

per aiutarla

quando Lei crolla

sotto il peso del mondo.

Non ha bisogno

della vostra compassione.

Ha bisogno che voi

vi sediate in terra vicino a Lei

e che aspettiate

che il cuore calmi il battito,

che la paura scompaia,

che tutto il mondo riprenda a girare

tranquillo

e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima

e a darvi la mano per tirarvi su

in modo da avvicinarvi al cielo

in quel cielo alto dove la sua anima vive

e da dove, Signori,

non la strapperete mai.

Anonimo

Noi donne siamo un universo a parte, l’ho sempre pensato. E le parole di questa poesia colgono nel segno: descrivono con grande chiarezza l’animo femminile e tutta la sua forza.

Facciamoci un applauso donne, davvero. Ce lo meritiamo per tutto quello che siamo e che facciamo, più per gli altri che per noi stesse, ogni singolo giorno. Siamo molto più di quello che pensiamo. L’8 marzo lo vivo con questo spirito.

E alla prima che mi dirà (perché sono sicura che ci sarà): “Ma la donna bisogna festeggiarla tutto l’anno, non solo un giorno!”, risponderò con sicumera:

“Sì, è vero. Ovvio. Ma tu festeggi il compleanno? Aspetti la mezzanotte a capodanno? Fai gli auguri ai tuoi per la festa del papà e della mamma? Sì? Allora non vedo perché non dovrebbe esserci anche una festa dedicata solo a noi donne. Ne abbiamo passate tante per arrivare fino a qui ed è giusto ricordarlo. La strada davanti a noi, per una vera parità fra i sessi, poi sembra ancora bella lunga. Fino a quando ci sarà anche solo una donna che combatte contro le angherie di un uomo, di qualunque natura siano, la festa della donna sarà importante”.

E poi io voglio la mimosa, ok? Mi accontento di quella. Mi basta un rametto che perde i pallini per casa.

Lascio gli spogliarelli a quelle che vogliono sentirsi come un uomo per almeno una sera: divertitevi anche voi ragazze, divertitevi. Sarà facile riconoscervi la mattina del 9: sarete stanche, è vero, ma il vostro sorriso bellissimo (e gli aneddoti ancora di più).

Buona festa delle donne: mamme, figlie, sorelle, zie, nonne. Ce la meritiamo 🙂

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