L’importanza della ricerca scientifica sulle malattie neurodegenerative – Fondazione EBRI

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Molte estati fa, prima di iniziare l’ultimo anno di Liceo, ho svolto un tirocinio formativo presso una casa di riposo nel paese vicino al mio. Si è trattata di un’esperienza che mi è rimasta dentro.

Prima di varcare la soglia di quella struttura non avevo mai avuto a che fare con quel tipo di realtà. Sono cresciuta in una famiglia dove mi sedevo ogni giorno a tavola insieme ai miei nonni paterni e mi è sempre sembrata una situazione comune. Ovviamente non lo era per tutti.

Ero abituata a parlare e confrontarmi con i miei nonni: persone davvero molto attive, attaccate al loro lavoro, quello degli imprenditori agricoli, e capaci di ricordarsi ogni singola pianta piantata negli ettari di terreno nel corso degli anni. Soprattutto il mio nonno.

Aveva creato tutto lui dal nulla. Dove c’erano solo rovi, dal dopoguerra, è stato capace di far fiorire ciliegi e la sua famiglia. Gli anni di prigionia all’estero lo avevano reso forte e inossidabile.

Molto diversa la situazione dentro a quell’istituto. Mi ricorderò sempre un signore malato di Alzheimer che ripeteva in loop le stesse frasi, cercava il figlio e, quando lo veniva a trovare, aveva difficoltà a riconoscerlo. Qualcosa di straziante. Certe volte tornavo a casa in motorino con le lacrime agli occhi e un macigno sul cuore.

È per questo che ho deciso di parlarvi della Fondazione EBRI.

L’ho scoperta da poco ma è stata costituita nel 2002, per volontà del premio Nobel Rita Levi-Montalcini.

EBRI risponde alla necessità di avere in Italia un centro dove condurre ricerche di natura fondamentale sul cervello con l’obiettivo di individuare nuove strategie terapeutiche per malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, e per altri gravi disturbi del sistema nervoso.

Lo scopo dell’European Brain Research Institute è di studiare, al fine di delucidarle, le basi biologiche delle funzioni superiori del cervello dei mammiferi: le relazioni tra mente e cervello e i meccanismi della memoria.

Oggi esistono tecnologie che consentono di studiare il cervello ad ogni livello della sua complessità e l’EBRI si avvarrà di nuove tecnologie quali quelle fornite dalla genetica, dalla biologia molecolare, dalla neurofisiologia, dall’imaging cellulare e molecolare, dalle scienze computazionali ed informatiche e dagli studi del comportamento e soprattutto delle emergenti tecnologie genomiche e proteomiche.

Tutte materie fondamentali per fare passi in avanti nella ricerca contro le malattie neurodegenerative che affliggono sempre di più la popolazione anziana e debole della nostra società.

Gli obiettivi della Fondazione EBRI sono:

– Creare un Istituto Internazionale interamente dedicato agli studi sul cervello per approfondire le conoscenze scientifiche sulle patologie neurologiche al fine di trovare terapie efficaci contro le Malattie d’Alzheimer e di Parkinson, e altri gravi disturbi della mente.

– Incentivare lo sviluppo di nuove tecniche applicate alle neuroscienze, tra cui la genomica, la proteomica, e la neuroinformatica.

– Promuovere il rientro in Italia di ricercatori che lavorano all’estero, nonché l’ingresso nel nostro paese di qualificati ricercatori non italiani.

– Contribuire alla formazione post-universitaria promuovendo corsi di specializzazione accademica di altissimo livello. In quest’ambito, l’elemento fondamentale e qualificante dell’EBRI sarà lo sviluppo di programmi di dottorato di ricerca, scuole estive internazionali e di interscambio con le accademie europee.

A fronte di questa eccellenza tutta italiana, chi si sente vicino a queste problematiche può donare il proprio 5xmille: fondamentale per sostenere 50 ricercatori che lavorano ogni giorno per compiere passi in avanti contro le malattie neurodegenerative come la SLA, il Parkinson e l’Alzhaimer.

Con così poco possiamo fare la differenza. È un investimento anche per il nostro futuro e quello dei nostri cari. Non dimentichiamolo.
Buzzoole

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