La favola della primavera e l’inverno – Esopo

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È chiaro che anche quest’anno è arrivata la primavera: finalmente possiamo lasciar divertire i nostri figli in giardino o al parco, senza sciarpe di lana vergine merinos avvolte al collo, a mò di boa constrictor (che io voglia o no, sono pur sempre figlia della generazione di Britney Spears)

Britney Spears at the 2001 MTV Video Music Awards, held at the Metropolitan Opera House at Lincoln Center in New York City, 9/6/01. Photo by Frank Micelotta/ImageDirect.

Adoro ammirare la mia piccola Forrest Gump mentre scarica la sua energia vitale correndo a calpestare ogni cm² disponibile e sprizzando gioia e sudore da tutti i pori della pelle. Saranno gli alberi in fiore, l’erba fresca o il poter stare fuori senza indossare il cappotto, il fatto è che questa stagione è proprio una delle mie preferite.

Con il fine di omaggiarla vi propongo una favola dello scrittore greco antico Esopo, intitolata L’inverno e la primavera.

La trovo deliziosa da raccontare ai nostri bimbi e, soprattutto, per la morale che ci regala: buona lettura.

La Primavera e l’Inverno sono due stagioni completamente opposte che non sono mai riuscite a trovare la corretta armonia per andare d’accordo. Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando compare una deve umilmente ritirarsi l’altra.

Un giorno il signor Inverno si trovò faccia a faccia con la giovane signorina Primavera. L’anziana stagione, con quella sua aria sapiente prese a dire:

“Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane e si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a far fiorire. Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l’erba e assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, col tuo arrivo diventa più caldo. I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace.

Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo. La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo e così mi lascia riposare tranquillo”.

La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose:

“Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. È una sensazione bellissima che non potrai mai provare perché con il freddo che porti al tuo arrivo anche i cuori più caldi si raggelano”.

L’inverno non disse più niente e si fermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri, poteva anche essere una bella sensazione.

La morale della favola è che per ottenere rispetto ed amore non serve utilizzare la forza ed incutere paura. I migliori risultati si ottengono con la bontà e la sensibilità.

Su questo aspetto concordo in pieno. E pensare che al mondo ci sono ancora donne che credono che la gelosia soffocante del proprio uomo, così come gli schiaffi, siano sinonimo di “troppo amore”.

Non esiste rispetto né amore quando non si riesce a far di meglio che alzar le mani o limitare la libertà personale altrui. Ma questa è un’altra storia. E di certo non una favola.

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