Gravidanza: cambiamento e rinascita
15 luglio 2017

“Hai sbagliato tu, non tuo figlio! Sei tu che…”

Quante volte noi mamme ce lo sentiamo dire. Anche solo per scherzo, per ridere. Sempre troppe.

A me è capitato anche pochi giorni fa. Un piccolo incidente con il vasino, io che rido e sdrammatizzo sul dover pulire a terra e subito, taac: “Però è colpa tua, la bimba si è seduta sopra, sei tu che non hai controllato se tutto era a posto! Aha aha aha”.

“Aha aha, è vero…” rispondo io. Mi viene proprio da ridere. Tantissimo. E vai di straccio.

È evidente che la mia piccola è bravissima e cerca di fare del suo meglio. Ma qualcuno gliel’ha insegnato. E siamo stati io, h24 con lei, e suo padre.

Se ci vuole bene è perché l’abbiamo sempre abbracciata, stretta e baciata quando ne aveva più bisogno: esattamente tutti i santi giorni da quando è nata.

E lo riteniamo un grande privilegio.

Se sta crescendo serena e spensierata è perché ci stiamo impegnando affinché possa vivere un’infanzia felice.

Mi ricordo ancora quando la stessa persona mi diceva che tenendola sempre in braccio l’avrei viziata e poi non me la sarei scollata più di dosso e che, ovviamente, stavo sbagliando di grosso. E io abbozzavo un sorriso anche in quelle occasioni, anche se avevo dormito solo qualche ora e mangiato con l’imbuto pur di starle vicino e farle sentire che su di me poteva contare. Perché lei aveva bisogno di me. Io avevo bisogno di lei. Lo sentivo chiaramente.

Entrambe non avevamo bisogno di nessuno di quei commenti freddi gettati lì, in cinque minuti di visita al nostro nido.

Fortuna che ho imparato presto a farmi scivolare le parole inutili di dosso.

Facile dire “è colpa tua” ad una mamma. Siamo un bersaglio troppo facile.

E il motivo è che ci smazziamo soprattutto noi le difficoltà quotidiane legate all’educazione e all’accudimento dei nostri piccoli. Chi non fa nulla non corre mai il rischio di sbagliare. Tutti esperti di pedagogia neonatale laureati all’Università della Vita ho incontrato. Ma fatemi il piacere.

Cara Anna, io e tuo padre abbiamo sempre fatto quello che ci suggeriva il cuore. Probabilmente avremo commesso degli errori in passato e sicuramente ne faremo altri in futuro.

Ti possiamo assicurare, però, che saremo sempre in buona fede e vogliamo il meglio per te.

Nessuno è perfetto e non lo siamo nemmeno noi.

Ora non te ne sei ancora accorta, perché sei troppo piccola, e i tuoi begli occhioni si illuminano ogni volta che ci vedi e giochiamo insieme. Siamo tutto il tuo mondo. Tu ricordati che sarai sempre il nostro universo.

La morale?

L’amore non ha colpe.

I rompicog**oni sì. Sempre.

 

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