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Oggi voglio condividere con voi un’interessante indagine di Doxa/Unitalia che ha messo a confronto due generazioni di donne italiane, le giovani millennials con le over 35 (sempre giovani, sia chiaro, ok?), in merito alla loro alimentazione.

I risultati hanno messo in evidenza due differenti approcci ma un comune denominatore a tavola: lo stile mediterraneo, ossia tanta frutta, verdura e carni bianche.

Spiega il gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Biomedico di Roma Luca Piretta:

Le donne italiane dimostrano di saper seguire un regime alimentare completo ed equilibrato, in linea con la Dieta Mediterranea che prevede un largo consumo di frutta, verdura e cereali, ai quali si aggiungono carboidrati e proteine di origine animale, carne compresa. È infatti fondamentale per un regime salutare, non escludere dalla propria dieta nessun alimento. Il principio di demonizzazione di alcuni gruppi alimentari e di iperselettività dei cibi è, infatti, assolutamente sbagliato”.

La carne preferita risulta essere il pollo: perché leggera, salutare e versatile. E diciamoci la verità: a patto che non vogliamo fare un super arrosto, è davvero veloce da cucinare e risolve, anche all’ultimo minuto, il pranzo o la cena.

Continua Piretta:

“La carne è un alimento dall’elevato valore nutritivo, consumarla offre dei vantaggi in termini di prevenzione delle carenze di quei nutrienti e micronutrienti necessari per il nostro fabbisogno come la vitamina B12, lo zinco, il selenio, il ferro. In particolare il pollo e le carni bianche, che offrono indubbi vantaggi in termini di quantità e qualità dei grassi, possono essere consumate liberamente fino a 3-4 volte la settimana: sono un’ottima fonte di proteine e sono caratterizzate da un’elevata digeribilità, nonché da un ragionevole apporto calorico”.

Le ricette più gettonate? Petto di pollo in padella, pollo al forno e insalata di pollo.

Per tutte il cibo è prima di tutto un’esperienza sociale e di condivisione. Conversare con familiari, amici e parenti mentre si mangia è la situazione preferita dalla larga maggioranza.

Spiega la psicoterapeuta Maria Rita Parsi:

“Il cibo costituisce un momento di condivisione sin dall’inizio della vita, in cui la donna, in quanto madre, ha ricoperto, pur nel mutare dei tempi e dei costumi, il ruolo di colei che alimenta la coesione del gruppo familiare proprio intorno alla condivisione del cibo. Oggi che le donne lavorano anche fuori casa, quella condivisione è ancora più preziosa e spesso l’atto di cucinare rappresenta per tante di loro un momento creativo, poiché non più strettamente legato all’obbligo di farlo”.

 Perennemente a dieta (anche se sembra che le over 35 si piacciano anche con qualche chilo in più), le donne riscoprono la cucina e per le millennials è una vera e propria passione. Soprattutto sperimentare sapori nuovi.

Continua Maria Rita Parsi:

Soprattutto nelle millennials sta fiorendo una ricerca del rapporto con il cibo che le vede interessate non solo a sperimentare sapori e gusti, anche e soprattutto nuovi, ma pure a diventare esperte cuoche, a cucinare ‘per’ e ‘con’ passione”.

4 cose da sapere sul pollo e la filiera avicola italiana

È allevato a terra – Nel nostro paese l’allevamento “in batteria” dei polli da carne non esiste più da oltre 50 anni. Polli e tacchini non sono mai tenuti in gabbia, ma vengono allevati a terra, di prassi, all’interno di capannoni, nel rispetto delle norme europee e italiane, che stabiliscono parametri microclimatici e di illuminazione, oltre a densità di allevamento tali da garantire i comportamenti naturali dell’animale, quali il ruspare su strati di paglia o truciolo di legno. In alcune tipologie di allevamento le strutture sono dotate anche di parchetti esterni recintati dove gli animali sono liberi di muoversi.

Non va lavato – Lavare il pollo prima di cucinarlo è una pratica inutile e dal punto di vista igienico anche sconsigliabile. Il lavaggio non elimina eventuali microrganismi patogeni che possono essere presenti sul pollo al pari degli altri alimenti crudi, come pesce, frutta e verdura. Quello che conta è cuocere bene il pollo (sopra i 70°), perché la cottura elimina tutti i microrganismi patogeni. È importante inoltre seguire delle buone e semplici pratiche igieniche in cucina: lavare le mani dopo aver manipolato il cibo crudo e gli attrezzi utilizzati, separare sempre il cibo crudo da quello cotto, far cuocere bene gli alimenti, conservarli alla giusta temperatura e utilizzare acqua e materie prime sicure.

Il pollo contiene ferro e proteine come la carne rossa – Nonostante siano bianche, le carni di pollo e tacchino hanno più o meno lo stesso contenuto di ferro di quelle “rosse”. È solo la mioglobina che fa la differenza, ma solo da un punto di vista “cromatico” e non nutrizionale. Infatti, 100 grammi di coscia di pollo (cotto senza pelle) contengono 1,4 mg di ferro e la fesa di tacchino 1,5 mg, quantità assolutamente comparabili con quella delle più diffuse carni rosse, come la costata di bovino adulto (1,3 mg) e la lombata di bovino adulto (1,4 mg -Fonte: INRAN 2000).

Anche il contenuto in proteine è più o meno lo stesso per tutte le carni, ed è molto elevato. Ad esempio, il petto di pollo contiene 23,3g di proteine e la fesa di tacchino 24g, mentre la lombata di vitellone 21,8g, la costata di bovino adulto 21,3g, il filetto di vitello 20,7g e la bistecca di maiale 21,3g (Fonte: INRAN 2000).

Solo Made in Italy – Il 99% del pollo che mangiamo in Italia è prodotto nel nostro Paese e attraverso un sistema di filiera integrata gli avicoltori italiani sono in grado di controllare tutte le fasi del processo produttivo, dai mangimi – ottenuti da materie prime naturali – passando per l’allevamento, fino alla distribuzione dei punti vendita, garantendo un prodotto buono, sano e sicuro.

Maggiori informazioni cliccando qui.
Buzzoole

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