Crozza e il Festival della Procreazione Italiana. Sanremo 2017

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Questa è la settimana di Sanremo. Ieri sera la mia piccola si è addormentata abbastanza presto (salvo poi svegliarsi alle 23…ma questa è un’altra storia) e ho avuto modo di vedere, insieme a mio marito, l’intervento di Maurizio Crozza dopo la manche delle “giovani proposte” in gara.

Mi è piaciuto così tanto che ho pensato di riportarlo qui sul blog. Leggete qua, se ve lo siete perso, ne vale la pena:

Godiamoceli questi giovani perché potrebbero essere gli ultimi! Non facciamo più figli in Italia…siamo il secondo Paese più vecchio del mondo…tra 20 anni, 1 italiano su 3 sarà sopra i 65 anni!

Ma è possibile che il comico fisso di Sanremo sia io che ho quasi 60 anni? Io non sono lì a Sanremo solo perché, domani, ho delle analisi da fare!…

Ma scusami, ma anche Totti: ti sembra normale che il nostro calciatore più rappresentativo sia uno che ha iniziato a giocare con Sivori? E lo chiamano ancora “Er Pupone”! Ma Er Pupone cosa? Lo sai perché Totti vuole lo stadio nuovo a Roma? Perché vuole la panchina con l’alzata assistita!…si scherza dai…

Guarda che Totti è un grande, tra l’altro ha presentato benissimo stasera. Io ho capito chi presenterà il prossimo anno Sanremo: Bonolis. Scherzo…comunque Totti, però, continua a sfornare figli. Ma perché noi non ci riproduciamo tutti come Totti? Lo so…tutti come Totti…però, Carlo, Maria, posso fare un appello agli italiani?

Italiani: adesso voi appoggiate il telecomando sul tavolino. Avvicinatevi al vostro partner. Toglietevi i bigodini, date un calcio alle ciabatte, via la tuta. Guardatevi negli occhi e…trombate. Dateci dentro. Fate dei figli! Fate figli!

E le canzoni di Sanremo le usiamo come sottofondo. E diamo un nuovo senso a questo Festival: d’ora in avanti non chiamiamolo più Festival della Canzone ma Festival della Procreazione Italiana! E fra 20 anni in gara, su questo palco, non ci saranno 4 proposte, ce ne saranno 300 di nuove proposte e 1 solo big: Ron.

Sì perché Ron è come il plutonio: verrà assorbito dall’ambiente solo fra 23mila anni.

Dai ragazzi, vi prego, facciamo la storia. Come disse Massimo D’Azeglio: “L’Italia è fatta. Ora facciamo un po’ di italiani”.

Tu mi dirai: ma come si fa a fare figli in un Paese dove ci sono più sushi bar che asili? E quando trovi un asilo costa più di un attico a Dubai! In un Paese dove gli orari di lavoro sembrano studiati da Erode. E dove la notizia di un imprenditore che assume una donna, al nono mese, va in prima pagina come se Trump limonasse con un messicano!

È semplice. Da noi, se una donna è in stato interessante, lo Stato è disinteressato alla donna. E perché è disinteressato? Perché lo Stato è maschio.

Ammettiamolo. Le donne non solo fanno i figli ma se ne occupano molto più di noi.

Si laureano con voti migliori dei nostri eppure trovano meno lavoro di noi. E quando lo trovano lavorano più di noi ma vengono pagate meno di noi. Capisci Carlo che, raccontata così, noi uomini ne usciamo simpatici come la maionese nei mocassini.

Ma anche per il creazionismo. Dio prima ha fatto Adamo e poi ha detto: “Belìn, quanti difetti che c’ha ‘sto Adamo…quasi quasi aggiorno il modello”. E ha fatto l’upgrade: la donna. Più sottile, più resistente, con più capacità e anche come design, ragazzi, non c’è paragone.

Quindi, tornando all’appello che ho fatto prima, cosa posso dire di più? Speriamo che sia femmina.

Spegnete le luci e fate l’Amore.

La parte relativa allo Stato, per me che sono donna, è stata come un pugno allo stomaco.

Dire che lo Stato è maschio e che, proprio per questo motivo, si disinteressa delle donne incinta è un’affermazione molto forte. Le nuove generazioni avranno il compito di stravolgere completamente questo pesante bagaglio culturale che ci portiamo ancora appresso. Rispetto, giustizia e senso di responsabilità sono alcuni dei più importanti insegnamenti che possiamo lasciare ai nostri figli quali strumenti per sovvertire lo stato delle cose.

Riguardo la parte del “fare l’Amore”, beh su questo non posso che essere d’accordo. Ma finché non ci saranno le condizioni per facilitare “vita e famiglia”, noi donne sappiamo benissimo che questa responsabilità sarà soprattutto un nostro affare. Ormai siamo diventate dei generali e la trincea è la vita di tutti i giorni.

A tal proposito, lancio un appello anche io: ragazze cercate un uomo con la U maiuscola per la vostra vita. Fatevi questo favore. Non è importante che vi regali un diamante. No. È fondamentale che vi aiuti ogni singolo giorno perché siete in due e siete una squadra. Fate insieme le faccende o dividetevi i compiti. Non c’è nulla di strano. Gli uomini sono dotati di braccia proprio come noi e, in quanto tali, possono benissimo caricare la lavastoviglie e piegare i panni. Guardatevi negli occhi spesso e sorridete insieme alla vita, al vostro bimbo. Questo è il più bell’esempio che possiamo dare. Le parole vengono dopo. I fatti vincono su tutto. Sempre.

 

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