Contro gli stereotipi: il Progetto Donna di Carol Rossetti

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Mentre navigavo in rete ieri, 11 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze, ho scoperto il “Progetto Donna” della designer illustratrice brasiliana Carol Rossetti. Si tratta di una serie di cartoline illustrate volte ad abbattere gli stereotipi femminili e le conseguenti ripercussioni emotive che vengono impresse, come un marchio a fuoco, su ogni persona della società che non si uniforma ai canoni prestabiliti.

Con questo lavoro Carol vuole raccontare la vita delle donne, le loro scelte, e ribadire un concetto prezioso: la vita appartiene ad ognuna di noi e non dobbiamo preoccuparci di ciò che pensano gli altri. Solo noi sappiamo veramente chi siamo, i dolori che portiamo appresso e le condizioni in cui viviamo. I giudizi esterni sono superficiali e non devono toccarci. L’importante è essere consapevoli di se stesse e affrontare la vita a testa alta. Sempre.

Quando mi sono trovata alla ricerca di un tema portante, ho scelto qualcosa che mi fosse vicino personalmente. Mi ha sempre infastidito questo costante tentativo della società di controllare il corpo delle donne, così come il loro comportamento e le loro identità. Questo tipo di controllo è così radicato nella nostra società che spesso nemmeno ci rendiamo conto di quanto sia crudele e soprattutto quanto sia limitante per le scelte personali. Però parlare solo di una serie di problematiche che riguardano una stretta cerchia di persone non basta. Si devono toccare anche tematiche come razzismo, omofobia, transfobia, xenofobia e discriminazione nei confronti dei disabili.

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Rose ha deciso di non avere figli. Non ti preoccupare Rose. La maternità è una scelta e la tua decisione non ti rende meno donna!

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Dopo cinque anni a lottare contro il suo corpo, Joanna è riuscita ad indossare un bikini in spiaggia. Joanna si è resa conto che non ha bisogno di cambiare il suo corpo per sentirsi bene.

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Susan indossa un hijab per scelta, ma molti dicono che lei è solo un’altra donna oppressa dall’Islam. Susan, quello che si indossa è una scelta personale, e l’”oppressione” sarebbe quella che vi spoglia della libertà di scegliere.

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Quando Olivia ha perso i capelli pensò che non avrebbe mai avuto il coraggio di uscire senza la parrucca. Ma è bastato un po’ di tempo e ormai Olivia ha imparato ad amare di nuovo se stessa e trovare la sua bellezza a prescindere dalla sua parrucca. C’è così tanta libertà nell’amare se stessi, non è vero, Olivia?.

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Laura indossa solo vestiti larghi perchè lei non si è mai sentita a proprio agio con le cosiddette collezioni “womenswear”. Il sesso di Laura non definisce l’abbigliamento. Ognuno può e deve indossare quello si adatta meglio alla propria identità. Avete tutto il negozio a disposizione per cercare l’abito perfetto, non solo la sezione femminile.

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Isaura ha abortito. Tutti sembravano molto più disposti a giudicare la legittimità delle sue ragioni piuttosto che aiutarla effettivamente in qualsiasi modo. Isaura, indipendentemente dalle tue ragioni, si meritava una procedura medica sicura.

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Whitney ha trascorso 10 anni della sua vita cercando di perdere peso pensando così di diventare felice. Poi, si è resa conto che il suo corpo non le impediva di fare quello che amava e che non le impediva di trovare la felicità. Questo è il modo, Whitney! Non dovete permettere che uno standard esclusione e discriminante sia messo tra voi e la vostra felicità. Ognuno ha diritto al rispetto di sé.

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Quando Maite ha avuto la sua prima ragazza a 16 anni, molti pensavano che stesse solo sperimentando. Può anche essere stato questo il caso, ma Maite non ricorda di aver mai sentito che sua sorella stesse “semplicemente attraversando una fase” quando ebbe il suo primo fidanzato …

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Marina ama il suo abito a righe, ma le riviste di moda han detto che le strisce orizzontali non erano adatte alla forma del suo corpo. Non ti preoccupare di quelle riviste, Marina. La cosa importante è di indossare ciò che ti piace, e che ti permette di essere a tuo agio con il tuo corpo.

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Silvia ha i capelli bianchi, le persone le dicono di tingerli, così lei non sembra vecchia. Silvia tingersi i capelli è una tua scelta, e non un obbligo. Se ti piacciono i tuoi capelli bianchi nessuno può dirti che cosa fare. L’età non è un motivo di vergogna. I tuoi capelli sono belli e la scelta è tua!

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Samira ama la sua famiglia, e non userebbe mai i suoi bambini come scudi umani in un conflitto violento. I tuoi bambini ti amano, Samira, e non c’è assolutamente nessuna ragione, per nessuno, di desumere il contrario.

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Mariana ha sempre amato andare in spiaggia. Tuttavia, da un po’ di tempo la gente ha iniziato a sparlare del suo corpo, e le hanno anche suggerito di ritirare il bikini e indossare qualcosa di più discreto. Mariana, il tuo corpo non è un oggetto fatto per piacere al pubblico. Vai in spiaggia come più ti piace! Coloro che non approvano il tuo aspetto possono sempre guardare dall’altra parte.

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Amanda ha deciso che la rasatura non fa per lei. Amanda, è il tuo corpo e puoi farci quello che vuoi. Nessuna convenzione sociale dovrebbe avere voce nella tua identità!

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Ana è stata violentata. Ana, non sei sola. Non è colpa tua. Questa esperienza non è ciò che ti definisce come essere umano. Tu sei molto più di questo.

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Rebecca era in depressione, e solo dopo molti mesi è stata in grado di indossare degli abiti che hanno rivelato le cicatrici lasciate sul suo corpo. Rebecca, questi segni sono un promemoria di quanto coraggiosa sei stata! Il dolore psicologico è anche umano, e la sofferenza non ti rende inferiore ad un’altra persona.

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Yasmin soffre di bulimia, ma molti non la prendono sul serio, perché il suo corpo non corrisponde all’immagine che alcune persone hanno delle donne con disturbi alimentari. Yasmin, il fatto che le ossa non si vedano non significa che il problema non deve essere preso sul serio. Ti meriti aiuto a prescindere di come la gente pensa che dovresti apparire.

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Ad Ursula non è mai piaciuto indossare il trucco. Questo non è un problema, Ursula! Tu sei la padrona del tuo viso!

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Andressa, Taina, Liz e Luana hanno tutte diversi tatuaggi e hanno, a volte, sentito dire che questi tatuaggi sono un segno di promiscuità. Ragazze, non vi preoccupate. Andate avanti e dipingete il vostro corpo come volete e dormite con chi volete, i tatuaggi continueranno a non avere alcuna correlazione con la sessualità.

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L’artista tiene a precisare:

La lotta per l’uguaglianza e per il rispetto è vasta e dovrebbe includere qualsiasi tipo di razzismo. Non tutte le situazioni che illustro nei miei disegni sono obbligatoriamente femminili. Molte possono essere sperimentate da chiunque, non importa l’età, il sesso o l’etnia, per questo invito chiunque a immedesimarsi. La scelta di disegnare donne è dovuta dalla mia identificazione personale.

Trovo i messaggi del suo lavoro, purtroppo, ancora quantomai necessari ed auguro a tutti i nostri figli, maschi o femmine che siano, di poterli leggere sorridendo una volta diventati adulti. Mi piace pensare che le cose possano cambiare e in meglio. Come genitore sento il peso di questa responsabilità, sulle mie spalle, sin da oggi. Mica facile ma almeno occorre provarci. Ognuno di noi può fare la differenza.

Se il lavoro di Carol Rossetti vi è piaciuto, potete trovarla qui:

http://www.carolrossetti.com.br/

https://www.facebook.com/carolrossettidesign

https://www.instagram.com/carolrossetti88/

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