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Non ho mai avuto problemi di sonno, per mia fortuna.

Mi ricordo ancora che, da ragazzina, tenevo a farmi almeno le mie 8 ore filate perché Jennifer Lopez, in un’intervista, aveva dichiarato che il suo principale trattamento di bellezza consisteva nel dormire altrettanto ogni singolo giorno.

Dentro la mia testa: “Non sarò come lei ma pensa se dormissi meno!”. Mi faccio quasi tenerezza solo a ripensarci.

Ho sempre dormito profondamente prima della maturità, di ogni esame universitario, della discussione delle tesi. Il mio obiettivo è sempre stato quello di essere fresca e riposata.

Poi lo aveva detto anche Piero Angela (ancora il figlio Alberto non era entrato nel mio immaginario) che è proprio durante il sonno più profondo che il nostro cervello si occupa di fissare tutte le informazioni più importanti, quelle che abbiamo imparato durante la veglia (lo aveva spiegato anche la mia prof. di biologia ma quando l’ho sentito anche su Quark me ne sono convinta del tutto).

Figuriamoci se volevo mandare a ramengo pomeriggi di studio solo perché volevo vedere la fine di Melrose Place. Solo Beverly Hills 90210 meritava tanto.

Anche la notte prima del sì ho dormito tranquilla. La mattina del mio matrimonio mi sono svegliata così riposata che non ho battuto ciglio quando il primo pensiero di mia nonna, appena mi ha vista, è stato quello di dirmi che dovevo impostare il programma della sua nuova lavatrice: “Che poi non abiti più qua e non son capace ad usarla/fammi vedere ancora che tasto spingi/ma tanto io mi trovavo meglio con la vecchia”.

Tutto questo per dire che per me è stato davvero un grande shock abbandonare le mie abitudini di sonno, una volta neomamma.

E so che lo è per tutte.

Fortuna che le cose poi, molto gradualmente, migliorano ma mi ricordo molto bene che i primi mesi (parlo di mesi e non anni solo perché, in un qualche modo, l’istinto di sopravvivenza mi ha aiutata ad “abituarmi” ai ritmi della bimba) è stato difficilissimo.

È per questo che mi sono regalata la Dorelan Experience, di cui vi ho parlato qualche post fa, e ho letto con curiosità la Piccola Guida al Benessere del Sonno che mi ha lasciato Cecilia: la Consulente del Riposo che mi ha seguito nel punto vendita DorelanBed di Forlì, quello più vicino a casa mia.

Qui viene spiegato chiaramente che un “buon sonno” non è solo una questione di quantità ma anche di qualità. E quando ho letto questo ho capito che forse potevo fare ancora qualcosa per rendere migliore le mie notti.

Voglio condividere con voi gli 8 gesti quotidiani del buon riposo che ho trovato sulla Guida:

1.Regolarità

Andare a dormire ed alzarsi sempre alla stessa ora è la regola numero uno per un sonno senza disturbi. Una buona abitudine che ormai ai giorni nostri stiamo un po’ perdendo, ma che si rivela fondamentale per il nostro orologio biologico, soprattutto nei più piccini!

Ho capito. Anna deve andare a letto, tutti i giorni, alla stessa ora. Io e suo padre pure. Facile come bere un bicchiere d’acqua. Spillato dalla sorgente. Nel Monviso. A 2.042 metri.

2. Attività fisica

Svolgere regolarmente un po’ di attività fisica è un vero toccasana per la qualità del nostro riposo. Ma attenzione: nelle ore precedenti al sonno sono assolutamente da evitare le attività più intense (che stimolano la produzione di adrenalina), per prediligere quelle dolci e rilassanti, come lo yoga.

Lo sapevo. Dobbiamo farla finita con ‘sta storia dei superpigiamini. Non possiamo continuare a trasformarci, ogni sera, in gufetta, gattoboy e geco: “Contro tutti i cattivi!”. Ne va del nostro sonno. Poi ammettiamolo: la calzamaglia verde a mio marito sbatte un sacco.

3. Cenare leggero

Consumare cene leggere e alimenti sani e salutari: i cibi pesanti, molto grassi, oppure eccessivamente speziati rendono difficile la digestione e sono nemici del buon riposo, arrivando a causare risvegli improvvisi e sonni agitati.

La cioccolata mangiata di nascosto da mia figlia, mentre si lava i denti con il papà, rientra fra queste cattive abitudini. #maiunagioia

4. Evitare gli eccitanti

Caffè, the, alcool, bevande energizzanti e anche il tabacco andrebbero evitati da 6/4 ore prima dell’orario in cui ci si ritira. Gli alcolici, anche se portatori di sonnolenza, disturbano il riposo favorendo i risvegli notturni.

Quindi, marito mio, niente sciabolate di prosecco quando nostra figlia si addormenta subito dopo cena. Al massimo una spremuta d’arancia. O una tisana alle erbe. Una botta di vita.

Se vogliamo riuscire a vedere insieme un film fino ai titoli di coda, però, credo che un buon bicchiere di moscato sia necessario. Lo dice la scienza. Quella della branca “bevilobevilobevilo” di cui sono la massima esponente.

5. Attenzione ai “riposini”

Il sonnellino pomeridiano è un vero toccasana per spezzare le fatiche della giornata e recuperare un po’ di energie. Ma gli esperti consigliano massimo mezz’ora: un riposino più lungo ci conduce in una fase di sonno profondo, che può influire negativamente sul nostro regolare ritmo di sonno e veglia.

La fase di sonno profondo è pericolosissima per una neomamma. Potrebbe anche illudersi di potersi riposare, senza risvegli, per tre ore di fila. Un’illusione più deludente del miraggio di un’oasi nel deserto.

6. Niente tecnologia in camera

Niente TV accesa, videogiochi, telefono o tablet in camera da letto, né tantomeno PC. La camera da letto dovrebbe essere il luogo del nostro riposo e relax, non il nostro ufficio o un prolungamento del nostro salotto! Creiamo quindi un ambiente il più possibile sereno e rilassante…e godiamocelo!

Sono completamente d’accordo. Ormai è assodato che anche i nostri figli siano equiparabili a uno di questi dispositivi tecnologici. Meglio lasciarli ricaricare nella loro basetta, a mo’ di cordless. E io che mi ostino con il cosleeping…

7. Curare l’ambiente in cui dormiamo

Doppi vetri, materiali isolanti alle pareti, persiane e tende sono solo alcuni degli strumenti a nostra disposizione per creare un ambiente il più protetto possibile dai due peggiori nemici della qualità del sonno: la luminosità e l’inquinamento sonoro che, al giorno d’oggi, disturbano il riposo soprattutto di chi abita in città.

Caso a parte è il sonno delle neomamme: programmate biologicamente per svegliarsi ogni volta che il proprio piccolo si gira nella culla e capaci di orientarsi, nel buio più totale, alla ricerca del ciuccio perduto. Altro che Indiana Jones.

8. Prestare attenzione alla temperatura della stanza

La temperatura ideale dell’ambiente in cui dormire è fra i 18° ed i 20°C. È importantissimo, inoltre, anche areare regolarmente la nostra stanza da letto, almeno una volta al giorno: un ottimo modo per combattere gli acari, fonte di allergie, ed eliminare le tracce di umidità accumulata nel letto e fra le lenzuola.

Arieggiare la stanza è una di quelle attività che ho imparato da bambina. Ricordo ancora i pomeriggi invernali trascorsi a giocare con le Barbie insieme ai pinguini. Potevamo usare la mia camera come palaghiaccio. Sono quasi certa che per una serie di mattine, mentre ero a scuola, si sia tenuto anche un campionato di pattinaggio artistico. Ora che tocca a me tramandare la tradizione, voglio assicurarmi almeno l’autografo di Carolina Kostner.

A parte gli scherzi, ho trovato preziosi questi consigli e mi faceva piacere condividerli con voi.

Se avete altre domande o esigenze particolari legate al sonno, rivolgetevi al punto vendita Dorelanbed più vicino a casa: un Consulente del Riposo vi aspetta per consigliarvi al meglio!

Io la mia Dorelan Experience l’ho fatta…voi che aspettate? Dormire Bene è Vivere Meglio!

 

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