15 consigli montessoriani per i genitori

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Ieri sera mi sono imbattuta in uno scritto dove vengono riportati 15 consigli, stilati da Maria Montessori, dedicati ai genitori. Dal momento che li trovo un interessante spunto di riflessione, indipendentemente dal fatto di essere più o meno vicini alla sua pedagogia, ho pensato di condividerli con voi.

Siete pronti genitori?.Comincio:

1. Ricordate sempre che i bambini imparano da tutto ciò che li circonda. Siate il migliore esempio per loro.

Tipo quando gli diciamo di non mangiare schifezze e poi ci vedono con il dito dentro il barattolo della Nutella o un Kinder maxi che sporge dalla bocca. Non è che poi possiamo pretendere di essere ancora credibili ed autorevoli. Purtroppo. Autocontrolliamoci. Aspettiamo che si addormentino per farlo.

2. Se criticate molto i vostri figli, la prima cosa che impareranno sarà giudicare.

E, quando saranno abbastanza grandi per farlo, diventeremo noi genitori l’oggetto del giudizio…e sappiamo già che non andremo mai bene, vero? Oppure, cosa ancora più grave, avremo educato alla superficialità e a considerare gli altri solo per come appaiono. Tipo che se avessero incontrato Johnny Deep, appena dopo il divorzio da Amber Heard, l’avrebbero potuto scambiare per un uomo normale. Tipo.

3. Se li elogiate regolarmente, impareranno a dare valore alle cose.

Personalmente credo molto nella “teoria delle lodi” ma bisogna stare attenti a non eccedere. Se il bimbo fa la pupù nel pannolino non bisogna fargli necessariamente la ola ma se riesce a farla nel vasino, prima del temuto spannolinamento, merita sicuramente un bel bacione e tanti applausi. Io, poi, una figurina per l’impresa andata a buon fine gliela allungo volentieri. Non posso fare diversamente. Devo completare l’album degli amici Cucciolotti. Ormai è una questione di principio.

4. Se mostrate loro ostilità, impareranno a litigare.

Senza dubbio. Non possiamo pretendere che, ad esempio, condividano i giochi con il loro amichetto o fratellino e poi fargli vedere che litighiamo con il loro babbo per cose banali come il possesso del telecomando. Meglio collaborare: oggi decido io cosa guardare, domani mi adeguo. L’importante è non perdere Masterchef. Mai.

5. Se li ridicolizzate frequentemente, saranno timidi.

Non ci trovo nulla di male nella timidezza, anzi, ma rendere volontariamente ridicoli i bambini la trovo davvero una cattiveria. Vi racconto questa. Quando ero piccola avevo come amica una deliziosa bambina che aveva in casa la nonna: mi è capitato almeno un paio di volte di essere presente quando le diceva che aveva il sedere grosso ed era meglio che non si mangiasse nemmeno un ghiacciolo (questo in piena estate). Io, lo ammetto, mi arrabbiavo un po’ per la situazione perché vedevo che la mia amichetta ci rimaneva male e così, d’istinto, la spingevo a giocare in giardino.

Da notare: la mia amica era una bimba normalissima ma la sua nonna pesava sicuramente molto più di un quintale. Non so il perché le facesse questo. L’unica cosa che ricordo è che, così piccola, rimaneva senza parole. Arrossiva e taceva. Non si fa gente, non si fa. Poi è arrivata l’adolescenza e Christina Aguilera ci ha ricordato: “We are beautiful in every single way” …e tutto ha preso un’altra piega. Per fortuna.

6. Aiutate i vostri figli affinché crescano sicuri di sé stessi in ogni istante, solo così potranno imparare a fidarsi degli altri.

Non è facile. Soprattutto sono del parere che non è sempre un bene, oggigiorno, fidarsi proprio di tutti. Meglio cercare di sviluppare anche un sano senso critico. Tipo: tu mi vuoi dare una caramella? E chi sei? Chi ti conosce?.

7. Se li sottovalutate, svilupperanno un sentimento negativo di colpevolezza.

Parlo di mia figlia. Impossibile sottovalutare una bambina che, a 2 anni, si mette in piedi sopra la poltroncina parlante della Fisher-Price per prendere il telecomando appoggiato sul tavolo (e poi accendere la tv sul canale dei cartoni). Impossibile sottovalutare una spippolina che fa gli occhi dolci e manda bacini a profusione quando vede un ovetto kinder. Questa fra un po’ ci incarta e ci vende al mercato.

8. Fate loro capire che le loro idee ed opinioni sono sempre ben accette, in questo modo si sentiranno bene con sé stessi.

Cara Montessori, questo vale anche quando esprimono il parere di mangiare solo dolcetti per cena o di mettere al bando il bagnetto e il taglio delle unghie dalla loro vita? Meglio di no, dai. Il principio è giusto. Ma scegliamo noi genitori cosa è bene per loro. Sempre.

9. Se vivono in un ambiente in cui si sentono curati, integrati, amati e necessari, impareranno a trovare l’amore nel mondo.

Bello. Da tenere sempre a mente.

10. Non parlate male dei vostri figli quando sono vicino a voi, e neanche quando non lo sono.

Si può riassumere, efficacemente in: “Non parlate male dei vostri figli. Punto”.

11. Concentratevi sulla loro crescita e il loro sviluppo, affinché avvengano in maniera ottimale; date sempre valore alle cose positive dei vostri figli affinché non rimanga spazio per le cose negative.

Bellissimo consiglio. É un po’ come la storia della “profezia che si autoadempie”: se definisci una persona costantemente in un certo modo, anche lei, a forza di sentirselo dire, si vedrà e si comporterà di conseguenza. Da ricordare sempre.

12. Ascoltateli sempre e rispondete loro quando vi si avvicinano con una domanda o un commento.

Se non avete la minima idea di cosa dire, perché magari la domanda è imbarazzante, potete sempre bofonchiare qualcosa (anche fingere la tosse non è male) e chiudervi in bagno finché non si saranno dimenticati quello che hanno chiesto. Se vi seguono anche lì vuol dire che sono ancora piccoli e potete cavarvela con un: “Ah, quasi mi dimenticavo: lo sai che nella mia borsa c’è una bustina di figurine per te?”.

13. Rispettateli nonostante abbiano commesso un errore. Correggeranno i loro sbagli più in là nel tempo.

Anche se hanno colorato con le tempere la Louis Vuitton o infilato i peperoni cotti al vapore dentro le tasche dei calzoni di papà. I genitori hanno il cuore grande, ricordatevelo sempre. Pressappoco come il mal di testa.

14. Dovete essere disposti ad aiutare i vostri figli se hanno bisogno di qualcosa, ma dovete anche essere capaci di lasciare che trovino le cose da soli.

Se piangono disperati perché non trovano il ciuccio, direi che è il caso di aiutarli. Anche se frequentano scuola guida.

15. Quando vi rivolgete a loro, fatelo sempre nel migliore dei modi. Offrite loro il meglio di voi.

Non è sempre facile. Soprattutto dopo una lunga giornata e il desiderio di dormire in groppa. Meglio che mi faccia un bel post-it da appiccicare sul pigiama: “Ricordati che si addormenterà anche stanotte. Gli ululati di disappunto lasciali ai lupi”. Kevin Costner ringrazia…ma anche i vicini.

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